Vediamo se riuscite ad indovinare chi è il personaggio misterioso che si cela dietro queste potenti ed illuminanti definizioni:
“**** è stato l’eroe rappresentativo di questa stanchezza e di questa aspirazione al riposo. La sua figura di ottimista sicuro di sé, le sue astuzie oratorie, l’amore per il successo e per le solennità, la virtù della mistificazione e dell’enfasi riescono schiettamente popolari tra gli italiani. E’ difficile immaginarlo altrimenti che sotto le spoglie di un audace condottiero di compagnie di ventura; o come il capo primitivo di una selvaggia banda posseduta da un dogmatico terrore che non consenta riflessioni.”
Non avete capito di chi si tratta? Andiamo avanti:
“In un contesto internazionale di impenetrabili l’inferiorità di ****, attore più che artista, tribuno più che statista, è palese poiché egli non sa che specchiarsi nella propria enfasi. La sua eloquenza, la forza del polemista, non sanno battersi sul terreno delle ironie e dei sottintesi, restano smontate appena dal comizio si passi all’arguta conversazione e alla snervante schermaglia insidiosa delle parole. **** è a suo agio soltanto quando parla al buon popolo e ne ascolta i desideri o lo rimbrotta con fiero cipiglio per le sue monellerie. L’ordinaria amministrazione con la sua monotonia è un altro fiero nemico del presidente; se egli non avesse un piacevole divertimento nella trovate sportive che gli riconciliano la popolarità il compito quotidiano sarebbe snervante e senza risorse”
“Tuttavia restano notevoli le attitudini di **** a conservare il potere tra un popolo entusiasta e desideroso di svaghi, che egli conosce benissimo e cui appresta quotidiane sorprese”
“Il ****ismo è dunque un risultato assai più grave del fascismo perché ha confermato nel popolo l’abito del cortigiano, lo scarso senso della propria responsabilità, il vezzo di attendere dal duce, dal domatore, dal deus ex machina la propria salvezza.”
Semplice: buon divertimento!

