
U ME CORI
DOPPU TANTANNI
E’ A PURTEDDA
E’ ‘NTA’ PETRI
E’ ‘NTO’ SANGU
DI CUMPAGNI
AMMAZZATI
(versi scolpiti su una pietra a Portella della Ginestra)
Sessant’anni fa, a Portella della Ginestra, veniva compiuta la prima strage del neonato stato “democratico”.
In quegli anni in Sicilia, a differenza delle altre zone del sud, soffiava impetuoso “il vento del nord”.
Le occupazioni delle terre, gli scioperi e la lotta contro il latifondo avevano lo stesso sapore della Resistenza combattuta nel nord. Era un movimento di popolo, di massa: alle occupazioni delle terre partecipavano tutti, uomini, donne, bambini, spesso si mobilitavano interi paesi.
Come i partigiani del nord, i contadini del sud “resistevano” e combattevano attivamente per la giustizia e per la libertà.
Questo vento era tanto forte che nell’aprile di quell’anno alle lezioni per il parlamento regionale il PCI e il PSI avevano raggiunto la maggioranza relativa dei voti: la Sicilia era diventata una regione “rossa”.
Non si poteva tollerare una tale deriva “comunista”: oggi la Sicilia, domani l’Italia. Bisognava agire: lo stato, la DC, i neofascisti, i monarchici, gli atlantismi, la mafia e gli americani decisero di sparare quel giorno a Portella. Era il primo maggio 1947. Undici le vittime e i feriti più di un’ottantina.
La strage di Portella è una strage dimenticata e sopratutto quello che è stato detto fin d’ora, la "verità ufficiale", è tutto falso.
Non fu Giugliano a sparare e non fu solo la sua banda ad essere presente sul luogo del delitto. Alla strage parteciparono altri soggetti, rimasti per lungo tempo nell’ombro.
La strage non rappresentava era la reazione, la risposta violenta degli agrari, come qualcuno disse, alle lotte contadine e quindi legata solamente alle problematiche politiche e sociali della Sicilia: l'eccidio di Portella della Ginestra va inquadrato in una strategia di ampio respiro, che come l’attentato a Togliatti del luglio ’48, aveva lo scopo di fomentare la rivolta delle sinistre, di portare il caos nel paese, per poter legittimare la messa al bando dei partiti socialisti e comunisti, come pure dei sindacati, dalla vita politica del paese.
Queste le trame sotterrane disegnate dal potere sulla pelle e sulla carne dei contadini siciliani.
postato da: Ninel alle ore 10:48 | Permalink | commenti (8)
categoria:politica, la strage dimenticata
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