sabato, 10 febbraio 2007
Seconda metà del quattrocento. Genova. Due uomini, non legati da alcuna parentela, si presentano davanti al più eminente notaio genovese, Andrea De Cairo, che è pure cancelliere della Curia arcivescovile. I due, in presenza del notaio, stanno sottoscrivendo un “patto”, con cui “s’impegnano a vivere insieme, ad assistersi reciprocamente in caso di malattia e a indicare l’altro come proprio erede al momento della morte”. Avete capito bene: nella Genova del ‘400 si stipulavano dei patti di convivenza, delle “unio”, delle “fraternitas”, e non per un breve periodo ma per l’eternità.
Questo episodio (uno dei tanti) è emerso, grazi al lavoro di alcuni ricercatori, dagli archivi dell’Archivio di Stato, nella quale è custodita la vastissima documentazione lasciata da questo notaio che con una mano stipulava “uniones” tra uomini e con l’altra stendeva documenti per l’arcivescovo e per i Cavalieri di Malta! Ma guarda un po’…
(notizia letta su la Repubblica dell'8/11)
postato da: Ninel alle ore 10:50 | Permalink | commenti (2)
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