mercoledì, 29 agosto 2007

Termina definitivamente qui la vita del Partigiano.......però avete ancora una possibilità, ovvero: http://devilblues.splinder.com/

A prestissimo!

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sabato, 09 giugno 2007

Questo blog è chiuso: cari sparuti lettori, caro Anonimo rompi balle, evitate scene isteriche e ogni tipo di crisi!

 PEACE, LOVE & BLUES!

postato da: Ninel alle ore 15:32 | Permalink | commenti (13)
categoria:politica, la messa è finita
martedì, 29 maggio 2007

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FAMILY DAY

ROMA - Un omicidio in famiglia ogni due giorni in Italia: in 7 casi su 10 la vittima è una donna ed in 8 su 10 l'autore è un uomo.
Nel 2004 sono stati 187 i delitti maturati in ambito domestico, in calo rispetto al 2003, quando furono 201.
Il contesto relazionale nel quale si consumano la maggior parte degli omicidi è quello della coppia (100 delitti, pari al 53,5%).
I dati sono contenuti nel rapporto 2005 'L'omicidio volontario in Italia', curato da Eures ed Ansa.

Al nord primato vittime Il maggior numero di omicidi domestici avviene nel Nord Italia (83, pari al 44,4%) contro i 64 del Sud (34,2%) ed i 40 del Centro (21,4%). La Lombardia si conferma la regione a piu' alto rischio con 26 vittime (13,9%), seguita da Lazio (19), Toscana (16), Veneto, Campania e Sicilia (15) e Piemonte (14). Ma e' Roma la provincia piu' colpita, con 13 morti, seguita da Milano (11), Torino (8) e Napoli (7).

Donna vittima in 7 casi su 10 Nel 68,4% dei casi (128 in termini assoluti) le vittime di omicidio in famiglia sono donne, piu' numerose nelle regioni del Centro (75%), seguite da Sud (68,8%) e Nord (65,1%).
L'indice di rischio (vittime per 100 mila abitanti) risulta significativamente piu' alto tra le donne (0,43 vittime per 100 mila abitanti), in particolare nella fascia 35-54 anni (0,49) a fronte di un dato maschile pari a 0,21.
Un più elevato rischio risulta peraltro gia' presente tra le minori, con 16 vittime di sesso femminile rispetto alle 8 di sesso maschile.

Più vittime tra over 64 Il numero piu' alto di vittime si registra tra gli over 64 (39, pari al 20,9%) e nella fascia 35-44 anni (32, pari al 17,1%), cui seguono le fasce 25-34 anni e 45-54 anni (29 vittime, pari al 15,5%) e quella 55-64 anni (19, pari al 10,2%). Le fasce 14-18 anni e 19-24 anni contano entrambe 8 vittime (pari al 4,3%), mentre gli omicidi di figli in eta' prescolare registrano 13 vittime (6,9%).
Nel 69,5% dei casi, vittima e autore risultano conviventi al momento dell' omicidio.

Coniugi o conviventi piu' a rischio Nella maggior parte dei casi la vittima e' coniuge o convivente (72 vittime nel 2004, pari al 38,5%, prevalentemente donne); seguono i genitori (33 vittime, pari al 17,6%), i figli (25, pari al 13,4%) e gli ex coniugi/ex partner (20 vittime, pari al 10,7%).
Inferiore il numero delle vittime tra partner/amanti (7 casi, pari al 3,7%), cosi' come tra fratelli e con altri familiari (entrambi con 5 vittime pari al 2,7%).

Disagio fisico e mentale, liti e passione le cause Accanto al movente di natura passionale ed a quello derivante da liti e dissapori (entrambi con 43 vittime, pari al 23%), tra le altre cause dell' omicidio in famiglia emerge il disagio della vittima o dell' autore: il 12,8% e' attribuito a disturbi psichici dell' autore, il 9,6% a futili motivi, l' 8,6% ad un raptus ed il 6,4% ad una situazione di forte disagio della vittima stessa.

Uomo assassino in 8 casi su 10 Sono soprattutto uomini gli autori di omicidi in famiglia (144, pari all' 80,4%).
Le fasce con la piu' alta concentrazione sono quelle comprese tra i 25 e i 44 anni: tra i 35-44enni gli autori di omicidio arrivano a 37 (pari al 20,7%), superando di un solo caso la fascia 25-34 anni (36, pari al 20,1%). (
www.vegetariani.it)

postato da: Ninel alle ore 20:44 | Permalink | commenti (11)
categoria:politica, family day
mercoledì, 09 maggio 2007

Aldo_Moro

lupo_01

ARTICOLO 1

"L'Italia è una Repubblica democratica fondata.....sulla morte"

postato da: Ninel alle ore 08:56 | Permalink | commenti (12)
categoria:politica, 9 maggio 1978
martedì, 01 maggio 2007
portella_ginestra
U ME CORI
DOPPU TANTANNI
E’ A PURTEDDA
E’ ‘NTA’ PETRI
E’ ‘NTO’ SANGU
DI CUMPAGNI
AMMAZZATI
(versi scolpiti su una pietra a Portella della Ginestra)
 
Sessant’anni fa, a Portella della Ginestra, veniva compiuta la prima strage del neonato stato “democratico”.
In quegli anni in Sicilia, a differenza delle altre zone del sud, soffiava impetuoso “il vento del nord”.
Le occupazioni delle terre, gli scioperi e la lotta contro il latifondo avevano lo stesso sapore della Resistenza combattuta nel nord. Era un movimento di popolo, di massa: alle occupazioni delle terre partecipavano tutti, uomini, donne, bambini, spesso si mobilitavano interi paesi.
Come i partigiani del nord, i contadini del sud “resistevano” e combattevano attivamente per la giustizia e per la libertà.
Questo vento era tanto forte che nell’aprile di quell’anno alle lezioni per il parlamento regionale il PCI e il PSI avevano raggiunto la maggioranza relativa dei voti: la Sicilia era diventata una regione “rossa”.
Non si poteva tollerare una tale deriva “comunista”: oggi la Sicilia, domani l’Italia. Bisognava agire: lo stato, la DC, i neofascisti, i monarchici, gli atlantismi, la mafia e gli americani decisero di sparare quel giorno a Portella. Era il primo maggio 1947. Undici le vittime e i feriti più di un’ottantina.
La strage di Portella è una strage dimenticata e sopratutto quello che è stato detto fin d’ora, la "verità ufficiale", è tutto falso.
Non fu Giugliano a sparare e non fu solo la sua banda ad essere presente sul luogo del delitto. Alla strage parteciparono altri soggetti, rimasti per lungo tempo nell’ombro.
La strage non rappresentava era la reazione, la risposta violenta degli agrari, come qualcuno disse, alle lotte contadine e quindi legata solamente alle problematiche politiche e sociali della Sicilia: l'eccidio di Portella della Ginestra va inquadrato in una strategia di ampio respiro, che come l’attentato a Togliatti del luglio ’48, aveva lo scopo di fomentare la rivolta delle sinistre, di portare il caos nel paese, per poter legittimare la messa al bando dei partiti socialisti e comunisti, come pure dei sindacati, dalla vita politica del paese.
Queste le trame sotterrane disegnate dal potere sulla pelle e sulla carne dei contadini siciliani.
postato da: Ninel alle ore 10:48 | Permalink | commenti (8)
categoria:politica, la strage dimenticata
mercoledì, 25 aprile 2007

W LA RESISTENZA!

BUON 25 APRILE!

il partigiano Ninel

postato da: Ninel alle ore 11:34 | Permalink | commenti (4)
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domenica, 22 aprile 2007
Ultimamente sembra di moda vomitare assurdità e falsità sulla storia della Resistenza. E’ uno sport molto in voga, praticato da tutti, sinistra (riformista) compresa.
Tutto d’un tratto sembra che per essere “fighi” in politica e altrove bisogna diventare ferrei antipartigiani o screditare quel movimento, che nel momento dell’oblio totale, riscattò questo paese ingrato.
Dobbiamo essere contro la Resistenza perché questa era “infettata” dai comunisti.
Dobbiamo odiare i partigiani e riqualificare i militi fascisti, sembra sussurrare tra le righe qualcuno, perché solamente così diventeremo un paese “moderno”, europeo: l’antifascismo è troppo retrò, fuori moda, passato. E’ un “ferrovecchio” che va archiviato definitivamente, sotterrato da una montagna di scemenze revisioniste, senza senso e prive di logica.  
I partigiani furono degli assassini al soldo di Mosca, che massacrarono centinaia di migliaia di innocenti fascisti: rassegnatevi a questa bugia definitivamente trasformata in verità storica.
 
E’ da più di mezzo secolo che la propaganda neofascista e la storiografia antiresistenziale sforna numeri per cercare di definire il numero delle vittime dell’epurazione armata, la “resa dei conti”, avvenuta dopo il 25 aprile. Queste cifre, contraddittorie tra di loro, non sono basate su alcun documento, ma sono frutto di calcoli approssimativi, pretestuosi e in malafede: si va da un minimo di 20.000 ad un massimo di 300.000 fascisti uccisi.
Esiste un documento del Ministero degli interni, che può mettere a tacere definitivamente quanti vomitano ingiurie sulla Resistenza.
Questo documento, d’indubbia importanza, è un elenco stilato dai questori di tutte le province italiane (dei quali molti hanno fatto carriera durante il fascismo e dunque non avevano certamente molta simpatia per la Resistenza) su incarico dell’allora Presidente del consiglio e Ministro degli interni, Alcide De Gasperi, e riguarda le esecuzioni avvenute tra l'aprile ’45 e l'autunno ’46.
Questo è quanto è scritto nell’intestazione di questo “Appunto”: “Dalle segnalazioni pervenute dalle varie questure, il numero delle persone uccise, perché politicamente compromesse (con il fascismo) è di n. 8197 mentre 1167 sono state, per lo stesso motivo, prelevate e presumibilmente soppresse. Esse vanno così suddivise”, e segue l’elenco delle varie province dove si sono verificati questi fatti. L’Appunto ufficiale del Ministero degli interni è rimasto sconosciuto fino al 1994 (e pure tutt’ora rimane ignorato) ed è affiorato grazie alla ricerca compiuta da Nazario Sauro Onofri, giornalista e saggista bolognese nonché ex partigiano di “Giustizia e Libertà”.
Torniamo ai nostri numeri: tenendo fede alle informazioni raccolte da De Gasperi, si può dire che le vittime si aggirano intorno ai 9.364. Non aggiungo altro.
postato da: Ninel alle ore 11:35 | Permalink | commenti (7)
categoria:politica, una bugia trasformata in verità
giovedì, 22 marzo 2007

   La terra non avrà più membra intatte

               e domani l’anima sarà calpestata
               da piedi stranieri
               e tutto ciò perché un tizio qualsiasi
               possa allungare le mani
               su qualche Mesopotamia…
               Tu che combatti per loro e muori,
               quand’è che ti leverai in piedi
               in tutta la tua statura
               e lancerai sulla loro faccia
               la tua ira profonda
               in un grido:
        - Perché si combatte questa guerra? 
 
V. Majakovskij
 
                                    
postato da: Ninel alle ore 19:03 | Permalink | commenti (9)
categoria:politica, perché si combatte questa guerr
lunedì, 19 marzo 2007

 

LIBERO! DANIELE E' STATO LIBERATO!

postato da: Ninel alle ore 16:26 | Permalink | commenti (8)
categoria:politica
giovedì, 15 marzo 2007

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postato da: Ninel alle ore 09:54 | Permalink | commenti (7)
categoria:politica